Evento partecipativo per il recupero e la valorizzazione dell’area naturalistica ex-cava In.Cal.System

Sabato 30 ottobre 2010 – Musei della città – Rimini – ore 9.30-18.00

Il prossimo 30 ottobre 2010 – nell’ambito di AmbienteFestival, in concomitanza della Fiera Ecomondo – il Comune di Rimini organizza ai Musei della città un Open Space Technology (OST), un grande evento partecipativo per l’avvio di un progetto sperimentale sul recupero e la valorizzazione dell’In.Cal.System, l’area naturalistica delle ex cave che si trovano lungo il fiume Marecchia, a pochi km dal centro storico di Rimini.

L’amministrazione comunale ha infatti intrapreso un percorso progettuale e partecipativo per ii recupero delle ex cave. L’intento è quello di rendere l’area dell’In.Cal.System nuovamente accessibile al pubblico, trasformandola in un’oasi naturale fruibile per l’osservazione della natura e in cui insediare un centro di educazione ambientale rivolto a scuole e studiosi interessati ai temi della biodiversità, alla tutela dell’ambiente e del paesaggio.

PROGETTO DI RECUPERO DELLE EX CAVE IN.CAL.SYSTEM

La zona dei bacini di cava dell’In.Cal.System si trova a quindici minuti di bicicletta dal centro storico di Rimini, in prossimità del fiume Marecchia. L’area, oggi recintata e inaccessibile, è stata riconosciuta sito naturalistico di importanza comunitaria (SIC) per l’alto valore ambientale e paesaggistico del luogo. Al suo interno, oltre ad un sistema di laghi ed aree umide, si trovano un’area archeologica e diversi manufatti rurali. Il sito è raggiungibile dal sentiero ciclo-naturalistico che dalla foce del deviatore o dal parco Marecchia, sulla sponda destra del fiume, collega la costa alle colline dell’entroterra.
Il progetto di recupero – co-finanziato dal Comune di Rimini (Assessorato alle Politiche Ambientali) e da fondi europei stanziati dalla Regione Emilia-Romagna al programma provinciale di sviluppo locale denominato “progetto entroterra” – si inserisce in una serie di interventi che mirano a valorizzare le aste fluviali del riminese per realizzare un circuito di greenways, un sistema di percorsi verdi ad alta valenza naturalistica, paesaggistica e storico-culturale.
I finanziamenti pubblici stanziati per il primo stralcio del progetto e la sua realizzazione ammontano a 350.000,00 euro. Le opere pubbliche di sistemazione dell’area saranno realizzate entro il 2011 dalla provincia di Rimini, su progetto del Comune di Rimini.
Lo sviluppo del progetto e del laboratorio di progettazione partecipata per il recupero delle ex cave è affidato ad un’equipe internazionale interdisciplinare, formata dalla paesaggista francese Christine Dalnoky, dagli architetti Marialuisa Cipriani, Elena Farnè e Claudia Morri di IntercityLAB, dal prof. Fabio Salbitano dell’Università di Firenze e dalla società MED Ingegneria di Ravenna specializzata in idraulica.

In parallelo allo sviluppo del progetto, sarà attivato un laboratorio di progettazione partecipata aperto alla città, che inaugurerà appunto il prossimo 30 ottobre con un grande Open Space Technology; si parlerà e si discuterà di come rendere l’area accessibile al pubblico, come attrezzarla nel rispetto degli habitat e delle specie presenti, come gestirla nel futuro in previsione di un centro di educazione ambientale. Potranno intervenire all’evento tutti gli interessati a compiere un’esperienza di progettazione partecipata per la gestione e valorizzazione dell’area: associazioni; gruppi di cittadini; scuole ed istituzioni culturali; operatori economici e turistici; associazioni di categoria; professionisti; amministratori, tecnici.

MA COS’È ESATTAMENTE UN OPEN SPACE TECHNOLOGY?

L’Open Space Technology è un evento partecipativo che agevola la circolazione di informazioni, conoscenze ed esperienze all’interno di gruppi eterogenei di persone, in cui ognuno mette a disposizione il proprio sapere e la propria competenza.

Questo metodo è stato ideato negli anni ’80 dall’antropologo americano Harrison Owen. Dopo mesi di discussioni, i dirigenti di una nota industria americana in crisi invitarono Owen a sperimentare i suoi metodi per riprogettare in pochi giorni un piano industriale per salvare l’azienda. Owen organizzò un grande OST rivolto ai dirigenti, agli operai e ai sindacati ed in soli tre giorni l’azienda aveva un nuovo piano industriale condiviso da tutti. L’Open Space da allora si è diffuso nel mondo.

Oggi l’OST è usato da Enti pubblici, Associazioni e da imprese private per risolvere questioni o problemi importanti. Proprio in questi giorni, la Regione Emilia-Romagna, dopo avere approvato una legge sulla partecipazione, sta per pubblicare una guida sull’OST rivolta agli enti locali. L’Open Space permette infatti di affrontare questioni molto complesse e per cui non esiste una soluzione univoca, in cui i partecipanti sono lasciati liberi di proporre in modo auto-organizzato e non gerarchico soluzioni creative, spostando la questione del problema verso idee per risolverlo.

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