Uno degli appuntamenti dedicati all’arte di Ambiente festival è il progetto DINAMO: esposizione di installazioni artistiche sul tema “Educazione, ambiente e Cittadino”.
Dinamo Energia Creativa è un collettivo di artisti, creativi e operatori culturali prevalentemente riminesi, ma aperto a qualunque forma di partecipazione extraterritoriale. Si è costituito nel 2008 con l’intento di dare un diverso, originale risalto alle tematiche di rilevanza ecologista e favorire, attraverso il proprio versatile contributo, la diffusione di un atteggiamento sensibile, critico e partecipativo nei confronti della problematica ambientale.
Il collettivo Dinamo Energia Creativa.
Gli artisti e creativi che partecipano al progetto si occupano di pittura, scultura, musica, teatro, grafica, fotografia, graffitismo, installazioni artistiche e architettoniche, videoinstallazioni e organizzazione di eventi culturali. Molti sono professionisti, altri dilettanti, e sono tutti solidalmente motivati nel contribuire alla vivacità culturale di Rimini. Alcuni dei partecipanti al nuovo progetto hanno, a vario titolo, preso parte alle passate edizioni di Ecomondo. La maggior parte di essi, l’anno scorso, ha reso possibile l’evento Velocipede in salamoia.
Sposa e diffonde informazione sugli stili di vita ecosostenibili, ma è anche intimamente convinto che l’artista, per promuoverli in modo credibile, debba adottare uno stile artistico altrettanto ecosostenibile. Ecco perché agli artisti coinvolti richiede un doppio impegno: sviluppare e realizzare progetti originali, e farlo adottando la regola dell’ecosostenibilità; impegno che si concretizza con l’adesione mediante opere in tutto e per tutto coerenti con la propria poetica, se già “sostenibile”, oppure – o meglio, soprattutto – con progetti dedicati, appositamente concepiti, sviluppati e compiuti in coerenza con la regola del gruppo.
Inoltre, per assicurarsi che sia veicolato al pubblico più eterogeneo possibile, Dinamo richiede che il messaggio stesso sia immediatamente, tecnicamente fruibile: ecco allora che il fruitore è messo nelle condizioni e, anzi, espressamente chiamato a interagire con l’opera per completarne simbolicamente il significato.
In generale la regola dinamizzante, cioè dell’interazione con l’opera, intende favorire la consapevolezza dell’impatto che hanno sulla realtà circostante le singole azioni umane, a partire dai più comuni gesti quotidiani.
La regola dinamizzante e quella dell’ecosostenibilità, l’adattabilità ai diversi contesti, l’attinenza costante ad obiettivi via via più complessi, la partecipazione libera ai singoli progetti, l’effettiva collaborazione tra i suoi membri sono linee guida che contraddistinguono il collettivo Dinamo, ne fanno una realtà unica nel suo genere, capace di dare impulso – con soluzioni estrose ma sempre pertinenti – al dibattito sulla tematica ambientale.
Il Catalogo Dinamo EnergiaCreativa 2009
DINAMO 2009: La bicicletta, la casa, la casa-bici
Molti di loro si misureranno con un tema, scelte linguistiche e soluzioni tecniche mai affrontati nella loro carriera. Insieme, tutti, si sono consultati per stabilire un unico soggetto su cui progettare il nuovo evento: la casa-bici, punto di partenza comune per le singole elaborazioni creative.
La bicicletta può esser vista in tanti modi. Un semplice mezzo di locomozione. Una comoda alternativa ai mezzi di trasporto che congestionano il traffico urbano. Un simbolo – nel corso della storia – di modernità, libertà individuale, emancipazione femminile; di ribellione alle misure totalitaristiche che contrastavano con la forza i liberi spostamenti dei cittadini; di attenzione alle problematiche ambientali; di adesione a stili di vita che si oppongono, nel loro piccolo, a un progresso disumanizzante. Ogni artista che ha aderito alla prima edizione del progetto è stato chiamato a cimentarsi con una propria definizione della «bicicletta»: una definizione che, sì, scaturisse dalla propria visione del mondo, ma che allo stesso tempo, facendo leva su dati d’esperienza comune e immaginari condivisi, interpellasse la coscienza degli uomini. La collettiva Velocipede in salamoia è riuscita – in modo assai suggestivo, a nostro avviso – a presentare alcune delle potenzialità alternative della bicicletta, attribuendole nuove prerogative tecniche ma soprattutto investendola di una nuova carica simbolica e allegorica.
La casa è il soggetto che, in associazione con la bicicletta, è stato scelto per la nuova collettiva. Se solo si ammette che non si tratta di un luogo fisico assimilabile agli altri, risulta superfluo rimarcare la sua rilevanza. Gli artisti Dinamo si troveranno a confrontarsi con un tema-soggetto dalle numerose e importanti implicazioni di ordine intrapsichico, relazionale e sociopolitico: la casa come luogo che contiene durevolmente persone e cose, risponde alle esigenze materiali dei suoi abitanti e riflette l’organizzazione delle loro attività private; la casa come alone spaziale dell’intimità dell’individuo; la casa come ambiente protetto, riservato e irrinunciabile per un nucleo demografico; la casa come corrispettivo oggettivo dell’identità di un gruppo che, giorno dopo giorno, si sceglie; la casa come bene-spazio che fornisce una base coerente alla storia delle famiglie; la casa come valore estrinseco, sostenuto oppure aggredito e perfino messo a repentaglio dalle più disparate condizioni della comunità di appartenenza, congiunture sociali, fatalità; la casa come nodo capitale su cui tornano (o dovrebbero tornare) a concentrarsi le politiche d’intervento delle amministrazioni statali – la casa, in buona sostanza, come simbolo potente, che affonda le proprie radici nella psiche del singolo individuo così come nella storia di ogni cultura, contribuendo a definire la loro identità.
La regola dell’ecosostenibilità.
Un soggetto unico – si è detto – per tutti gli artisti che partecipano all’evento. Questa regola interna è tanto più ecologica in quanto prevede l’utilizzo di materiali di scarto, cercati, recuperati e reinventati secondo l’estro e l’esigenza. Un solo soggetto, un solo metodo: ma poetiche distinte, e finanche lontane, di artisti cresciuti o di stanza a Rimini; cittadini sensibili per natura, che dell’espressione e divulgazione della loro sensibilità hanno fatto più che una mera questione professionale. Perché all’artista da sempre si demanda il ruolo di sentinella dei problemi sociali e individuali, dei drammi scottanti, dei nodi inestricabili, dei tabù palesi o striscianti, della vulnerabilità dell’io/noi. La regola ecologica del collettivo Dinamo permette agli artisti di calarsi in concreto nel tema del recupero e del riutilizzo, e lo fa ponendoli nelle stesse condizioni di lavoro, di confronto, di “rischio” e di gioco. Ne risulteranno creazioni bizzarre, macchine ibride e sbalorditive, invenzioni inedite dove meccanica, elettrotecnica ed elettronica si fonderanno alle tradizionali arti figurative.
La regola dinamizzante.
Come nella prima edizione dell’evento, oltre al tema e al soggetto comuni gli artisti del collettivo Dinamo si sono auto-imposti un vincolo progettuale: le opere devono prevedere una qualche modalità d’interazione diretta del pubblico, che così è chiamato a svelarne e svilupparne il senso. I fruitori dell’opera sono, programmaticamente, artefici della sua dinamicità, intesa proprio come potenzialità attualizzata solo mediante il loro coinvolgimento in prima persona. Il fruitore completa l’opera, la “mette in funzione”: che non significa soltanto metterla in moto, ma soprattutto liberarne la funzione etica e poetica. I progetti Dinamo nascono dunque come esperimento nell’esperimento, come sfida che l’artista lancia a se stesso sperimentandosi in opere che richiedono uno speciale coinvolgimento del pubblico; che, dal canto suo, recepisce immediatamente la leggerezza della sfida, la fa propria e si lascia andare volentieri in quello che a tutti gli effetti è un dialogo con l’artista. Lo si è potuto assodare nel corso della prima edizione dell’evento, che ha prodotto esiti davvero all’altezza delle aspettative.
Catalogo DINAMO 2008
Immagini DINAMO 2008